India: se la madre è analfabeta, più della metà dei figli muore entro il primo mese

18/10/2012

 

Mumbai (AsiaNews) - In India un neonato figlio di una madre analfabeta ha il 65% di possibilità di morire entro il primo mese di nascita, e il 49% entro il primo anno di vita. I dati sono dello studio "Infant and Child Mortality in India - Level Trends and Determinants", elaborato dall'Indian Council of Medical Research (Icmr, ente del governo). L'indagine mostra invece che una donna istruita - ovvero in possesso di diploma liceale - ha solo il 20% di possibilità che il piccolo muoia entro il primo mese, e appena l'8% entro l'anno. È d'accordo Berlyn Fernandes, direttrice dell'asilo nido e scuola materna Tree House di Mumbai, che conferma "l'assoluta importanza" dell'istruzione femminile per lo sviluppo del bambino, soprattutto perché rappresenta uno strumento per contrastare una "società patriarcale" come quella indiana, che tende a porre la donna ai margini.

"Le donne - spiega la Fernandes ad AsiaNews - sono le ultime a poter leggere, scrivere, persino mangiare. Quando il cibo scarseggia, sono le femmine della famiglia a dovervi rinunciare, perché l'uomo di casa ha bisogno di energie per andare a lavorare". Il problema, sottolinea, "è che in una donna incinta, malnutrizione e mancanza di una dieta bilanciata hanno un impatto sul tasso di mortalità infantile, perché il feto non riceve sostanze nutritive adeguate al suo sviluppo".

Secondo dati forniti dalla National Family Health Survey (2005-2006), in India circa la metà delle donne incinte soffrono di anemia. "Anche questo - prosegue la direttrice, che ha conseguito un master in Scienze primarie alla Roehampton University di Londra - dimostra che ruolo abbia l'educazione femminile". Una donna istruita infatti, presterà attenzione "alle proprie abitudini alimentari; terrà sotto controllo il livello di emoglobina, recandosi nei centri per la salute; saprà riconoscere un'emergenza e raggiungere l'ospedale più vicino".

L'analfabetismo femminile porta con sé fenomeni come superstizione, matrimoni precoci e scarse condizioni igieniche. "Numerosi studi - racconta la Fernandes - indicano che alcune donne assumono poco cibo di proposito, per timore che feti di grandi dimensioni possano compromettere il lavoro, date le piccole dimensioni del bacino".

Fonte: www.asianews.it

 

 

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