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Il racconto Viaggio solidale in India dove i servizi igienici sono utopia

Articolo su IL PICCOLO di Alessandria

20/10/2019

 

Rosanna, Franco e gli amici di Assefa che dal 1985 contrastano la povertà in un Paese in cui le donne non riescono neppure a comprare gli assorbenti.
• Basterebbe la colonnina dei numeri, qui sotto, per testimoniare l'attività di Assefa. Se ci perdiamo in parole è solo per cercare di raccontare le emozioni che sempre affiorano chiacchierando con Franco Giordano e Rosanna Viotto, coniugi che, nel 1985, decisero di portare un po' di Alessandria in India e di India ad Alessandria, aiutando, come è difficile che succeda, gente disperata, che vive in villaggi dove le donne, ad esempio, non possono permettersi neanche assorbenti igienici.

Esportare i talenti
Se non ci limitiamo alle cifre è perché le parole, talvolta, sono un aiuto indispensabile. E questa è una di quelle volte. Di più, e meglio, si capirà col video che il 22 novembre sarà mostrato agli ospiti della cena ai 'Due buoi'. Serve a far capire chi è, cosa ·si fa e quel che si vorrà realizzare in una terra che poco ha ma che, dal punto di vista umano, molto offre.
Ha offerto anche nel corso del viaggio che ha riempito di gioia l'estate di alcuni volontari. «I partecipanti - racconta Rosanna - hanno potuto mettere i propri talenti a disposizione dei bambini che seguiamo». Un esempio? «Giorgio Negrone, inse­ gnante del Ciofs è stato bravissimo nel coinvolgere i bambini. Si vede che con i ragazzi ci sa fare, cosl come un nostro amico coreografo, che ha girato il mondo e che, in India, ha condotto lezioni di yoga e danza».

Le pezze riciclate
Novità del 2019, l’educazione sanitaria che Assefa ha promosso, in particolare, alle donne. «Nei villaggi del Sud dell'India - racconta Rosanna - non hanno possibilità di fare buona igiene personale. Non esistono i bagni e, per avere un po' di discrezione, si deve raggiungere la foresta. Non usano assorbenti perché non riescono a comprarseli. Quindi, devono fare ricorso a pezze riciclate, con tutto quel che ne consegue. In montagna, a 2.000 metri, abbiamo incontrato una popolazione di tri­ bali alla quale destineremo un progetto finalizzato alla costruzione di quattro bagni pubblici per gli uomini e di altrettanti per le donne. Dovete pensare che la gente vi­ ve quasi senza elettricità, le case non hanno aerazione, sono annerite dal fumo».

Le maglie della Juve
Dal fango dell'estrema povertà, emergono però momenti di gioia come la partita disputata a piedi nudi, ma indossando magliette regalate dalla Juventus. In campo anche bambini tra quelli adottati a distanza: sono fanciulli che diventeranno uomini, a patto che riescano a sopravvivere.
Assefa si impegna per assicurare un futuro, come è successo a Ruben, rintracciato quasi per caso grazie a Facebook.
Dopo avere frequentato le scuole finanziate da Assefa, è entrato in seminario. E ora fa il sacerdote. «Siamo andati a trovarlo, ricevendo un'accoglienza meravigliosa. Non ci importa individuare quale famiglia italiana lo ha adottato a distanza. Ci interessa sapere che i soldi siano andati a buon fine».
Immaginerete l'emozione vissuta da Franco, Rosanna e da chi era con loro. E forse, adesso, capirete perché i numeri, da soli, non possono bastare a raccontare una fantastica storia, vecchia ma affatto conclusa.

I NUMERI
3.469
Sono 3.469 i bambini adottati a distanza da Asseta Alessandria dal 1985 (anno di fondazione) a oggi. Attualmente ne sono seguiti 659

800
Tra genitori a distanza, gruppi e donatori singoli sono all'incirca 800 i soggetti coinvolti da Asseta

80
Il giro d'affari del solo 2019, per ora, è di circa
80.000 euro, inclusi i 24.941 ottenuti grazie al “5 per mille” (riferito agli anni 2016-2017)

MASSIMO BRUSASCO
m.brusasco@ilpiccolo.net

 

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